Thievery Corporation — Saudade (2014)

Thievery Corporation — Saudade (2014)

Il suono della nostalgia, trasportato dall'aria tiepida

Di Rafi Mercer

Alcuni album arrivano con una dichiarazione. Altri arrivano con un sussurro, poi c’è questo, che si colloca decisamente nella sensazione di un momento sospeso nel tempo.

Quando i Thievery Corporation pubblicarono l’album nel 2014, molti ascoltatori ne rimasero sorpresi. Per quasi due decenni, Eric Hilton e Rob Garza erano diventati sinonimo di una particolare miscela di downtempo, dub, trip-hop, lounge e influenze globali. I loro dischi sembravano passaporti timbrati da città lontane: un attimo prima Washington D.C., quello dopo Rio, poi da qualche parte lungo il Mediterraneo, prima di approdare a Kingston dopo mezzanotte.

La saudade ha preso una strada diversa.

Il titolo stesso deriva da una parola portoghese che da generazioni sfugge a qualsiasi traduzione. Evoca allo stesso tempo il desiderio, il ricordo, l’assenza, la nostalgia, la brama e la bellezza. Non è proprio tristezza, ma piuttosto il vuoto lasciato da qualcosa di significativo. La sensazione che ciò che non c’è più, in qualche modo, continui a esistere.

È una scelta ambiziosa quella di intitolare un album con il nome di un’emozione.

È ancora più ambizioso realizzare un album che suoni davvero come un vero e proprio album.

Fin dai primi istanti di “Décollage”, risulta chiaro che i Thievery Corporation si sono allontanati dalle trame elettroniche che li hanno resi famosi. I ritmi sono più morbidi. Gli arrangiamenti respirano. Le chitarre con corde di nylon si insinuano nel mix. Gli archi si levano e svaniscono come la nebbia marina. Le percussioni entrano con delicatezza, senza imporsi. Il disco sembra meno un prodotto costruito che una scoperta.

L'album vede la partecipazione di diversi cantanti ospiti, ognuno dei quali aggiunge una nuova sfumatura alla tavolozza emotiva del disco. Anziché dominare la musica, le loro voci sembrano emergere dal suo interno. Spuntano frasi in francese. Si avvertono influenze portoghesi. Le melodie si fanno ora più nitide, ora più sfocate. L'effetto è cinematografico senza mai diventare teatrale.

Ciò che rende Saudade davvero speciale è il suo impegno.

Molti artisti attingono alla bossa nova. Molti si lasciano ispirare dalle influenze brasiliane per un brano o due. I Thievery Corporation, invece, vi si immergono completamente. L’album non usa questo stile come semplice ornamento, ma lo fa proprio.

Il risultato è uno degli album più omogenei della loro discografia.

Ci sono album in cui alcuni brani diventano dei veri e propri punti di riferimento. Si ricorda il singolo di successo, il brano più apprezzato nei locali, la canzone che è entrata a far parte di playlist e compilation.

La saudade funziona in modo diverso.

Faccio fatica a distinguere un brano dall’altro nella mia memoria. Non perché le canzoni manchino di identità, ma perché fanno parte di un panorama più ampio. Se si elimina un pezzo, l’incanto si indebolisce. L’album va ascoltato tutto d’un fiato. Quarantacinque minuti diventano una stanza in cui si entra, piuttosto che una sequenza da consumare.

Quella qualità è diventata sempre più rara.

Lo streaming favorisce la selezione. Raccogliamo brani. Saltiamo le introduzioni. Prendiamo in prestito alcuni momenti e lasciamo il resto alle spalle.

La saudade resiste a quell’istinto.

La sua forza sta nell’accumulo. Una frase di chitarra ascoltata venti minuti prima ritorna con una sfumatura emotiva diversa. Una linea vocale riecheggia nell’aria anche molto tempo dopo che è svanita. Quando “Depth of My Soul” chiude l’album, ti rendi conto di aver intrapreso un viaggio senza nemmeno accorgerti di quando fosse iniziato.

Riascoltandolo oggi, a più di un decennio dalla sua uscita, l’album sembra stranamente profetico.

In un’epoca sempre più caratterizzata dal rumore, dalla velocità e dalle interruzioni, i Thievery Corporation hanno realizzato un disco fondato sulla pazienza. Qui non c’è fretta. Nessun tentativo di catturare l’attenzione dell’ascoltatore. La musica semplicemente aspetta.

E forse è proprio per questo che l'album ha resistito così bene al passare del tempo.

Alcuni dischi immortalano un momento.

Altri invece riescono a cogliere un’emozione che rimane immutata a prescindere dall’anno.

"Saudade " rientra in quest'ultima categoria.

È un album da ascoltare nelle sale d’attesa degli aeroporti dopo lunghi viaggi. Per quelle sere in cui la pioggia è cessata, ma le strade sono ancora bagnate. Per i balconi degli hotel affacciati su città sconosciute. Per quell’ora di quiete dopo che gli ospiti sono tornati a casa e le conversazioni sono ormai un ricordo.

Più di ogni altra cosa, è un album che parla della convivenza tra assenza e presenza.

Di come le cose belle restino impresse nella memoria.

Di come i luoghi continuino a vivere dentro di noi anche dopo che li abbiamo lasciati.

Su come la musica riesca talvolta a descrivere le emozioni in modo più accurato di quanto la lingua possa mai fare.

A distanza di dodici anni, “Saudade” non solo rappresenta uno dei capolavori dei Thievery Corporation, ma ci ricorda anche che alcuni album non sono affatto semplici raccolte di brani.

Sono luoghi.

E ogni tanto, se dedichi loro tutta la tua attenzione, ti permettono di tornare a trovarli.


Domande veloci

Cosa significa "saudade"?

Concetto portoghese che descrive un profondo senso di desiderio, nostalgia, assenza e bellezza, impossibile da tradurre appieno in inglese.

In che cosa si differenzia dagli altri album dei Thievery Corporation?

L'album si allontana in gran parte dal caratteristico sound trip-hop e downtempo del gruppo per privilegiare la bossa nova, gli arrangiamenti acustici, gli archi e le interpretazioni vocali intime.

Perché questo album ha ancora così tanto successo oggi?

Perché merita tutta la nostra attenzione. In un mondo dominato dalle playlist,*Saudade* rimane un album che si apprezza al meglio come un unico viaggio ininterrotto.


Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista.
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