Caribou — Suddenly (2020)
Il suono della vita che rifiuta di limitarsi a un unico genere
Di Rafi Mercer
Ci sono album che creano un’atmosfera e la mantengono fedelmente dall’inizio alla fine. Creano un mondo, ti invitano ad entrarvi e non ti chiedono mai di andartene.
E poi ci sono album come *Suddenly*.
Pubblicato nel febbraio 2020, poche settimane prima che il mondo intero cambiasse improvvisamente, il settimo album in studio dei Caribou non si ferma mai. Si muove con disinvoltura tra musica elettronica, soul, house, hip-hop, psichedelia, indie pop e atmosfere ambient senza mai risultare confuso. Al contrario, trasmette una sensazione straordinariamente umana.

La vita raramente rimane sempre nella stessa disposizione d'animo.
Neanche " Suddenly".
Per Dan Snaith, il musicista dietro al progetto Caribou, l’evoluzione ha sempre fatto parte della sua storia. Ogni album ha esplorato diversi aspetti della musica elettronica, pur rimanendo inconfondibilmente suo. *Start Breaking My Heart* ha presentato al pubblico un produttore sperimentale. *The Milk of Human Kindness* ha ampliato la sua tavolozza sonora. *Andorra* ha abbracciato il pop psichedelico. *Swim* è diventato uno degli album elettronici più rappresentativi degli anni 2010, mentre *Our Love* ha rallentato il ritmo, trasformandolo in qualcosa di intimo ed emotivamente ricco.
All’improvviso mi sembra proprio il punto in cui tutte quelle idee si incontrano.
Anziché scegliere una direzione precisa, Snaith lascia che tutte le influenze coesistano.
Ascoltare l'album è quasi come sfogliare una serie di ricordi. Un attimo prima ti ritrovi immerso in un groove house euforico; quello dopo, un campione soul spunta dal nulla per poi dissolversi in un fragile passaggio vocale. Pochi istanti dopo, arrivano spesse linee di basso elettroniche, destinate a svanire in delicati accordi di pianoforte e armonie stratificate.
A priori, non dovrebbe funzionare.
In pratica, sembra del tutto naturale.
Il brano di apertura, “Sister”, definisce immediatamente il tono dell’album. Quello che inizia come un brano caldo e contemplativo si trasforma lentamente in un viaggio elettronico di ampio respiro. Ciò ci ricorda che Snaith ragiona meno in termini di canzoni e più in termini di movimento. Ogni brano sembra respirare, sviluppandosi in modo organico piuttosto che seguire le prevedibili strutture strofa-ritornello.
Segue poi “You and I”, forse uno dei momenti più brillanti dell’album. Il brano racchiude tutto ciò che Caribou sa fare così bene: un ritmo contagioso, una sottile carica emotiva e una produzione che si rivela sempre più appagante ad ogni ascolto. Ogni volta che lo si riascolta, emerge un altro piccolo dettaglio dal mix.
Questo è sempre stato uno dei maggiori punti di forza di Caribou.
La musica non è mai urlata.
Si rivela in modo discreto col passare del tempo.
Brani come "Never Come Back" puntano i riflettori sulla pista da ballo. Costruiti attorno a campioni vocali trascinanti e ritmi house incalzanti, è impossibile non muoversi. Eppure, anche qui, sotto la superficie si nasconde qualcosa di profondo. L’energia non sembra mai superficiale. Ogni battito è carico di significato emotivo.
In altri brani, invece, canzoni come “Cloud Song” e “Home” assumono un carattere profondamente personale. Snaith ha raccontato come la famiglia, le relazioni e il lutto abbiano influenzato gran parte dell’album, e quelle esperienze plasmano silenziosamente tutto ciò che ascoltiamo. L’album non espone mai direttamente i propri temi emotivi; questi emergono invece attraverso l’atmosfera, gli arrangiamenti e la trama sonora.
Questa moderazione conferisce all’album una profondità straordinaria.
Forse ciò che mi colpisce di più è la disinvoltura con cui *Suddenly* ignora i confini di genere.
La moderna cultura dello streaming spesso spinge gli artisti a farsi incasellare facilmente in una categoria. Gli algoritmi prediligono la certezza. Gli ascoltatori sono portati ad aspettarsi coerenza. Crea un sound. Ripeti quel sound. Proponi un’altra versione di quel sound.
Caribou si rifiuta.
Jazz, soul, house, musica elettronica, hip-hop, pop psichedelico e musica ambient trovano tutti spazio in questo album, spesso all’interno dello stesso brano. Piuttosto che apparire come un insieme di influenze, diventano semplicemente colori diversi sulla stessa tela.
Mi ricorda quei fantastici bar dove si ascolta buona musica.
Quando entri in un posto davvero speciale, la musica raramente appartiene a un unico genere. A un disco di jazz giapponese potrebbe seguire del soul brasiliano. Poi un oscuro 12 pollici di techno di Detroit. E poi una registrazione folk dimenticata degli anni ’70. Ciò che li accomuna non è lo stile.
È una sensazione.
All’improvviso capisce quel principio in modo istintivo.
L'album merita inoltre di essere ascoltato con attenzione.
Con delle buone cuffie o attraverso un impianto hi-fi di alta fedeltà, la produzione di Snaith è straordinaria. Gli strati emergono da punti inaspettati. Minuscoli frammenti vocali fluttuano nell’immagine stereo. Le percussioni appaiono e scompaiono quasi inosservate. Le frequenze basse rimangono calde e controllate, senza risultare opprimenti.
Nulla sembra casuale.
Tutto è stato sistemato con cura.
Guardando indietro ora, è interessante notare che *Suddenly* sia uscito proprio prima che la pandemia globale trasformasse la vita quotidiana. Sebbene fosse stato scritto in precedenza, i suoi cambiamenti emotivi rispecchiano in qualche modo l’incertezza che ne è seguita. Gioia e malinconia convivono fianco a fianco. L’ottimismo è interrotto dalla riflessione. Ai momenti di solitudine seguono momenti di liberazione collettiva.
Forse è proprio per questo che l'album continua a risuonare nelle menti.
Accetta le contraddizioni.
Nella vita è raro provare una sola emozione alla volta.
I grandi album lo riconoscono.
Per chi ascolta i Caribou per la prima volta, *Suddenly* potrebbe davvero essere il punto di partenza ideale. L’album racchiude echi di tutto ciò che Dan Snaith ha esplorato nel corso della sua carriera, indicando al contempo nuove possibilità ancora da scoprire.
È musica elettronica senza confini.
Musica pop senza compromessi.
Musica dance che premia chi resta fermo.
E, cosa forse ancora più importante, ci ricorda che le esperienze musicali più intense spesso si verificano quando smettiamo di chiederci a quale genere appartenga un brano e ci poniamo invece una sola domanda.
Come ci fa sentire?
Per me, *Suddenly* mi dà esattamente la sensazione che suggerisce il titolo.
Inaspettato.
Irrequieto.
Bellissimo.
Diventa sempre qualcos’altro.
Domande veloci
"Is Suddenly " è il miglior album dei Caribou?
Molti fan continuano a citare*Swim*, ma *Suddenly* potrebbe essere l’opera più completa ed emotivamente variegata di Dan Snaith, che riunisce influenze provenienti da tutta la sua carriera.
Che genere musicale è " Suddenly"?
Unisce musica elettronica, house, soul, indie pop, ambient, hip-hop e influenze psichedeliche in un sound che è tipicamente Caribou.
A cosa dovrei prestare attenzione?
Presta attenzione alla produzione. Ogni ascolto rivela un nuovo livello di dettagli, dai minuscoli campioni vocali alle percussioni sapientemente inserite, fino alle trame sonore in continua evoluzione.
Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista. Per altre storie di Tracks & Tales,iscriviti oppureclicca qui per saperne di più.
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