Il fulcro del suono — Creare la Guida Michelin dell’ascolto
Quando qualcuno ha definito Tracks & Tales la “Guida Michelin dell’ascolto”, ha dato il via a una vera e propria missione. Riflettiamo sul potere della musica di dare un senso alla nostra vita e su come l’ascolto stia creando qualcosa di silenziosamente straordinario.
Di Rafi Mercer
Ci sono momenti in cui una frase cambia tutto.
Per me, è stato il giorno in cui qualcuno mi ha detto: «Stai creando la Guida Michelin dell’ascolto».
Non voleva essere uno slogan, ma piuttosto un’osservazione. Eppure l’ho percepita come un accordo. Una singola frase che ha dato il tono all’intero progetto. All’improvviso, Tracks & Tales non era più solo una raccolta di saggi o un atlante in continua espansione dei locali dove ascoltare musica; è diventata una missione. Mappare il mondo attraverso il modo in cui ascolta. Riconoscere nel suono la stessa cura che un tempo Michelin riservava al cibo.

È un’idea grandiosa — quasi troppo ambiziosa — ma è proprio questo che la rende degna di essere perseguita. Perché l’ascolto, se fatto bene, rivela ciò che è veramente vivo nella cultura. I luoghi, le città, le persone che danno significato al suono. E come ogni guida degna di questo nome, ci vuole pazienza. La Michelin non è nata già completa; ci sono voluti decenni di cura, viaggi e perfezionamento. Stiamo facendo lo stesso — lentamente, ma in qualche modo a tutta velocità.
La musica è sempre stata il motore centrale della mia vita. Acuisce l’attenzione, chiarisce le intenzioni. Quando sto realizzando questo atlante, lavoro seguendo una sorta di ritmo — album, registrazioni sul campo, suoni della città — e ognuno di essi mi aiuta a ricordare cos’è davvero questo progetto: un atto di ascolto mascherato da attività editoriale. La scrittura, la ricerca, le lunghe notti passate a verificare i nomi dei proprietari e le specifiche dei giradischi: tutto scorre meglio quando c’è la musica giusta in sottofondo.
C’è un brano di Brian Eno intitolato “An Ending (Ascent)” che ascolto spesso mentre realizzo la mappa. Mi ricorda che questa non è una gara, ma una composizione. Si parte da una singola nota — un luogo, un saggio, una piccola storia — e poi si ascolta ciò che ne segue. La crescita non deve necessariamente essere rumorosa per essere veloce. A volte sono proprio i movimenti più silenziosi a viaggiare più lontano.
Quello che stiamo realizzando ora — questa guida al suono, questa mappa vivente dell’ascolto — è il tipo di sfida che richiede concentrazione piuttosto che frenesia. È una questione di ritmo, non di fretta. I numeri crescono ogni settimana — nuovi lettori, nuovi spazi, i primi introiti — ma ciò che conta di più è il tono di tutto questo. La sensazione che le persone si uniscano a noi perché percepiscono la cura che mettiamo nel nostro lavoro.
Il paragone con Michelin mi è rimasto impresso perché richiede integrità. Le stelle Michelin non hanno mai avuto a che fare con la popolarità; riguardavano la precisione, il dimostrare che il gusto potesse essere misurato non in base al clamore, ma alle sfumature. È la stessa sfida che affrontiamo nel campo dell’audio. Dimostrare che l’ascolto — nei bar, negli hotel, a casa o in cuffia — possa essere valutato con la stessa cura che dedichiamo al cibo o all’arte.
Non sarà un processo veloce. Ma sta avvenendo rapidamente. L’atlante si arricchisce di una stanza alla volta, di un ascoltatore alla volta. Ogni saggio è un’altra pagina di una guida globale che non si limita a recensire, ma rivela.
La concentrazione è un’arte dell’ascolto. Ed è proprio questo il senso di quest’opera: il lungo processo che consiste nell’imparare ad ascoltare il mondo nel modo giusto, per poi trovare le parole giuste con cui descriverlo.
Domande veloci
Cosa significa “Guida Michelin all’ascolto”?
È l’ambizione di mappare le migliori esperienze di ascolto al mondo — locali, bar, hotel — con la stessa cura che Michelin ha dedicato al cibo.
Perché la concentrazione è così importante per Tracks & Tales?
Perché il suono premia l’attenzione. Questo progetto cresce grazie all’ascolto profondo, non alla fretta. Ogni sede, ogni saggio e ogni pagina dedicata a una città fa parte di un’unica composizione continua.
Come sta procedendo questo progetto?
In modo discreto e veloce. La guida si arricchisce di settimana in settimana, grazie al contributo dei lettori, degli esploratori e al ritmo della scoperta condivisa — un suono, una storia alla volta.
Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista.
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