Il lavoro inizia dove finisce il lavoro
Il vero lavoro sta nel portare a termine le parole, dare forma all’oggetto e scoprire che la fede è la vera fatica.
Di Rafi Mercer
Durante il fine settimana è successo qualcosa di silenziosamente significativo. Ho completato il testo del libro — *The Luxury of Listening*. Non l’idea di fondo, né l’intenzione, ma le frasi vere e proprie, messe insieme, complete. Ho dedicato del tempo anche all’impaginazione, curando il modo in cui il libro si adagerà tra le mani e come le pause si disporranno sulla pagina. Ho anche iniziato a riflettere sugli aspetti più pratici: chi potrebbe stamparlo come si deve, chi potrebbe acquistarlo e quale valore avrà una volta realizzato con cura anziché con compromessi.
Ciò che mi ha sorpreso di più non è stato il sollievo, bensì la consapevolezza che il duro lavoro non è poi così duro.

La scrittura — la disciplina quotidiana, l’ascolto, l’osservazione, il rifiuto di affrettarsi — quella parte era impegnativa, sì. Ma mi era familiare. È quello che faccio. Ciò che inizia ora è diverso. Questo è il lavoro della fede, del sostenere qualcosa una volta che esiste. Del lasciarla uscire dalla stanza in cui è stata scritta e passare in altre mani, in altre vite.
C’è uno strano momento in cui un progetto smette di essere solo una questione di impegno e inizia a richiedere convinzione. Quando non ci si può più nascondere dietro la procedura. Il libro ora chiede: lo considererai qualcosa fatto per durare nel tempo o qualcosa fatto per passare in fretta?
L'ascolto ti insegna questa lezione più e più volte. È nella pausa che segue la nota che il significato si cristallizza. È nel silenzio che segue la fine del disco che ti rendi conto di ciò che ti è rimasto dentro.
Sembra proprio quel silenzio. Non vuoto… semplicemente carico di significato.
Il lavoro inizia adesso.
Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista.
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