B-Side — Alta Badia, Dolomiti — Alpine Fidelity & Slow Altitude
Di Rafi Mercer
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Nome della struttura: B-Side
Indirizzo: Soleil Alpine Lifestyle Hotel, Strada Colz 81, La Villa, 39036, Alta Badia, Italia
Sito web: Sito ufficiale di B-Side
Instagram: @b.side.bar
Ci sono i bar musicali pensati per le città, e poi ci sono posti come il B-Side: un locale che quasi non dovrebbe esistere, ed è proprio questo a rendere il B-Side un luogo magico.
In alto sulle Dolomiti, circondato da cime innevate, boschi di pini, piste da sci e silenzio, il B-Side sembra più un’opera di ingegneria atmosferica che un locale notturno. L’idea in sé è talmente insolita da lasciare le persone a bocca aperta: un bar alpino dedicato all’ascolto hi-fi. Ma ciò che conta non è la novità, bensì la filosofia che sta dietro a tutto questo.
Perché le montagne insegnano già alle persone ad ascoltare.
In quota, il tempo sembra scorrere in modo diverso. I passi si attutiscono. Le conversazioni si abbassano naturalmente. Persino il tempo sembra scorrere con un po’ meno urgenza. B-Side sembra capirlo istintivamente. La sala non cerca di competere con il paesaggio esterno, ma lo estende verso l’interno attraverso il suono.
Il locale si autodefinisce “il primo bar al mondo dedicato all’ascolto alpino in alta fedeltà”, realizzato attorno a un impianto audio su misura progettato in collaborazione con ingegneri del suono specializzati. Ma il dettaglio più interessante è proprio la sobrietà. Ogni elemento dello spazio — il legno, l’illuminazione, la disposizione degli spazi, l’atmosfera — suggerisce un equilibrio piuttosto che uno spettacolo.
Non si tratta di Ibiza in montagna. Non è la cultura del rumore dell’après-ski travestita da linguaggio audiofilo.
Sembra più vicino alla filosofia giapponese del “kissa”, interpretata attraverso il design alpino italiano: calore, cura dei dettagli, equilibrio, lentezza.
Anche il programma dei cocktail segue la stessa filosofia. Il menu è costruito attorno al linguaggio della frequenza e della vibrazione, collegando il gusto al suono anziché considerare le bevande come qualcosa di separato dall’esperienza di ascolto. Sulla carta potrebbe sembrare un concetto astratto, ma nella pratica si adatta sorprendentemente bene all’ambiente. B-Side ha compreso qualcosa che molti locali del settore dell’ospitalità ancora non colgono: quando la musica diventa il fulcro, tutto il resto nell’ambiente inizia ad adattarsi attorno ad essa.
E forse è proprio per questo che questo posto è importante.
L’Italia sta vivendo in questo momento una fase affascinante per quanto riguarda la cultura dell’ascolto. La scena milanese sta crescendo rapidamente, con locali come il Piccolo Ronin, il Dexter Soundbites e il MOGO che stanno portando l’ospitalità hi-fi al centro delle conversazioni su moda, gastronomia e vita notturna. Ma B-Side porta l’idea in una direzione completamente diversa. Esclude la città dall’equazione e pone una domanda diversa:
Come ci si sente ad ascoltare con attenzione quando ci si libera completamente dalla pressione della vita urbana?
In questo caso, la risposta è più sfumata.
Immagina di arrivare dopo il tramonto. Fuori c’è la neve. Un bicchiere caldo tra le mani. I dischi che girano lentamente mentre le montagne svaniscono nell’oscurità oltre le finestre. Non proprio silenzio — ma un rapporto diverso con il rumore. Un rapporto in cui il suono riacquista forma.
Questo aspetto potrebbe assumere un'importanza sempre maggiore nel prossimo decennio.
Perché il futuro della cultura dell’ascolto probabilmente non risiede solo nei bar. Risiede negli ambienti. In spazi progettati intorno al ritmo emotivo. Spazi in cui le persone ricordano cosa si prova quando l’attenzione non è frammentata in venti direzioni diverse contemporaneamente.
B-Side sembra averlo già capito. Ecco perché non dà l’impressione di essere un locale di tendenza, ma piuttosto un segnale precursore.
Una sala d’ascolto costruita non in contrasto con la natura, ma al suo interno.
Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista.
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