Mezcaleria Milagrosa — Il fascino nascosto delle cantine di Brooklyn

Mezcaleria Milagrosa — Il fascino nascosto delle cantine di Brooklyn

Di Rafi Mercer

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Nome del locale: Mezcaleria Milagrosa
Indirizzo: 149 Havemeyer Street, Williamsburg, Brooklyn, New York 11211, Stati Uniti.
Sito web: mezcaleriamilagrosa.com
Instagram: @mezcaleriabk
Telefono: +1 347-529-4065

Williamsburg ha trascorso due decenni a perfezionare la propria identità in termini di vita notturna: dalle feste grezze nei magazzini ai raffinati locali da cocktail, dai bar malfamati ai ristoranti dal design accattivante. A metà strada tra questi due estremi si trova la Mezcaleria Milagrosa, un locale che si nasconde in bella vista. La sua facciata sembra quella di una bodega: insegna al neon sopra la porta, frigoriferi in vetrina, scaffali pieni di prodotti di uso quotidiano. Solo entrando e superando il bancone si scopre il vero locale: un bar specializzato in mezcal e una sala d’ascolto con vinili, illuminata da luci soffuse e pervasa da un ritmo coinvolgente.

Il concetto è quello di un teatro del camuffamento. Dalla strada, ci si aspetta patatine, bibite e caffè da bar. Invece, la porta si apre su soffitti bassi, interni in legno e piastrelle e una colonna sonora curata con attenzione. Il bancone sul retro è fiancheggiato da bottiglie di mezcal: decine di varietà, molte delle quali provenienti da piccoli produttori di Oaxaca e oltre. L’ambiente stesso sembra un incrocio tra una cantina e un bar dove ascoltare musica: fascino rustico intrecciato con fedeltà, colore avvolto nella calma.

La musica è il punto di riferimento. Il locale si affida a selezionatori e DJ che sanno come costruire una serata partendo dai vinili, intrecciando cumbia, salsa, jazz latino, funk e disco, con qualche deviazione verso l’hip hop e i ritmi internazionali. L’impianto è regolato per offrire un suono caldo, con bassi abbastanza presenti da far ondeggiare i corpi e alti attenuati per consentire alle conversazioni di procedere. L’effetto è coinvolgente senza essere opprimente. Si può sorseggiare un drink e chiacchierare, oppure semplicemente lasciare che sia la musica a guidare la serata, mentre la sala si adatta naturalmente al ritmo dei dischi.

I drink sono seri ma mai rigidi. La lista dei mezcal è vastissima, e spazia dagli espadín più accessibili alle rare varietà selvatiche; ogni bevanda viene illustrata dai baristi, che trattano l’agave con la stessa riverenza con cui i collezionisti trattano i vinili. I cocktail sono incisivi e creativi: mezcal negroni e paloma affiancano specialità stagionali che puntano su agrumi, affumicature e spezie. Birra e tequila non mancano, ma il mezcal è la colonna portante. Abbinatelo alla musica e l’ambiente assume una dimensione in più: il calore del distillato di agave che incontra il crepitio del vinile, radicando e al tempo stesso elevando i sensi.

Il pubblico è eterogeneo, come è giusto che sia a New York. La gente del posto fa un salto più tardi, dopo cena; gli appassionati di musica arrivano presto per assicurarsi un tavolo; i visitatori curiosi si fanno strada oltre la facciata per vedere se le voci sono fondate. La sala è buia, suggestiva, animata da conversazioni che si intensificano e si placano al ritmo dei dischi. Nessuno urla. Tutti sembrano in sintonia con lo stesso codice di comportamento non detto: questo non è un club, né una betola, né uno speakeasy nel senso ormai logoro del termine, ma un bar che confida nella propria atmosfera per farsi valere.

Ciò che contraddistingue la Mezcaleria Milagrosa è il suo senso di camuffamento. In una città piena di concept di marca e di spettacolarità sfacciata, si nasconde dietro la maschera più ordinaria: la bodega all’angolo. Questa giocosità si estende all’esperienza stessa. Una volta entrati, non c’è traccia di pretenziosità: solo ottimo mezcal, ottimi dischi e un locale progettato per rallentare il ritmo della serata. La maschera è importante, però, perché mantiene il bar saldamente radicato nella cultura del quartiere. Williamsburg potrà anche essere cambiata, ma Milagrosa strizza l’occhio al suo passato: le bodegas che un tempo tenevano unita la comunità, i ritmi latini che davano alle strade la loro colonna sonora.

Una volta tornati fuori, Havemeyer Street riprende il suo ritmo tipico di Brooklyn: ristoranti animati, taxi che sfrecciano, il Williamsburg Bridge che incombe dall’alto. Le luci delle bodegas brillano alle tue spalle, inosservate dai passanti. Ma tu porti con te l’eco di ciò che hai appena lasciato: il retrogusto pungente del mezcal, il dondolio di un ritmo latino, il peso di un disco scelto con amore. In una città dove tutto viene pubblicizzato a gran voce, la Mezcaleria Milagrosa dimostra che a volte i luoghi migliori sussurrano, lasciando che sia il suono a parlare da sé.

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