Pétanque Social Club — Marrakech Listening Bar nel deserto

Pétanque Social Club — Marrakech Listening Bar nel deserto

Di Rafi Mercer

Nuovo annuncio

Nome della struttura: Pétanque Social Club (PSC Marrakech)
Indirizzo: 70 Boulevard El Mansour Eddahbi, Guéliz, Marrakech, Marocco.
Sito web: pscmarrakech.com
Instagram: @psc_marrakech

Ci sono luoghi che non si annunciano: si limitano a vibrare di vita. Nascosto dietro una porta blu in un tranquillo tratto di Guéliz, il Pétanque Social Club sembra uno di quei segreti che Marrakech conserva ancora per i più curiosi: un giardino, una galleria, un bar dove ascoltare musica, una capsula del tempo e un sogno, il tutto intrecciato in un unico spazio.

Ci sono entrato per la prima volta poco prima del tramonto. La luce scivolava dietro le palme, l’aria era calda e densa di profumo di gelsomino. All’interno, il battito della città sembrava affievolirsi. Sotto i piedi, pavimenti in terrazzo; tende di velluto che ondeggiavano dolcemente; lampadari che diffondevano una luce soffusa sulle antiche pietre. Da qualche parte, immersa in quel mix, una traccia musicale si diffondeva nella stanza — quel tipo di suono che si percepisce prima ancora di sentirlo. L’equilibrio era perfetto: i bassi che avvolgevano l’aria, gli alti che brillavano come il calore riflesso dal vetro. Qualcuno aveva curato con attenzione l’acustica di quella stanza.

Ha senso. Il PSC non è una novità, ma una rinascita. Il club risale agli anni ’30, quando il quartiere europeo di Marrakech — Guéliz — era ancora un’idea nuova, un punto d’incontro per artisti, diplomatici e sognatori. È stato Kamal Laftimi, il ristoratore dal visionario discreto che ha dato vita al Café des Épices, al Nomad e a Le Jardin, a riportarlo in vita. Insieme ai designer Diego Alonso e Alexeja Pozzoni, ha trasformato il dimenticato club di bocce in un salotto sociale contemporaneo: un po’ storia, un po’ futuro, tutta atmosfera.

L’edificio si articola in diversi livelli. C’è il bar e ristorante principale, dove cocktail e conversazioni si fondono; un giardino che sembra il respiro della città; e stanze che sembrano appartenere a un altro secolo. Ognuna ha il proprio campo sonoro — una sottile modulazione di tono e ritmo. Un attimo prima si sente un jazz delicato e percussioni marocchine sotto le viti; quello dopo, profonde trame elettroniche nella lounge interna. L’impianto audio, un’installazione su misura, punta sulla fedeltà piuttosto che sulla potenza. Ti permette di parlare, sentire e ascoltare in egual misura.

Quando si percorre il percorso, come ho fatto io, ci si rende conto di quanto ogni pollice sia stato studiato con cura. Le persiane riciclate fungono da tavoli. Sedie vintage provenienti da La Mamounia sono affiancate da lampade in stile modernista. Le pareti sono decorate con murales che richiamano i vecchi manifesti nordafricani. È un ambiente sensuale senza essere sentimentale: lo stile è al servizio dell’atmosfera.

E poi c’è il campo da bocce vero e proprio — il cuore del club, perfettamente restaurato, ancora aperto al gioco. Di giorno, si sente il leggero tonfo delle bocce sulla sabbia, mentre le risate riecheggiano da sotto gli alberi. Di notte, il campo si trasforma in un teatro — immerso in una luce ambrata, incorniciato dal brusio del bar. È il suono stesso del tempo libero, un ritmo più antico del giradischi.

Anche il menu si caratterizza per la stessa eleganza: radici marocchine reinterpretate con la disinvoltura mediterranea. I piatti si susseguono come note musicali: equilibrati, senza fronzoli, ricchi di risonanza. Pensate alle sardine alla griglia, alle insalate dal gusto agrumato e ai tagine rivisitati con consistenze più leggere e moderne. I cocktail rispecchiano la tavolozza dei colori del deserto: agrumi, zafferano, rosmarino e l’ormai famoso Sahara Spritz, tutti serviti con discreta precisione.

Ciò che mi ha colpito di più è stato l’equilibrio di tutto ciò. Il PSC riesce a creare qualcosa di raro: un’energia sociale che non sfocia mai nel caos, una coerenza che mantiene la propria forma anche quando il locale si riempie. Ci si può sedere al bancone e perdersi nella conversazione, oppure uscire all’aperto e lasciarsi trasportare dal delicato fondersi delle voci e del vinile. Ogni frequenza sembra essere stata regolata non in funzione del volume, ma della connessione umana.

Man mano che la serata avanzava, ho vagato di nuovo per gli spazi: il cortile risplendeva, il DJ passava dolcemente dal jazz a ritmi più profondi, le coppie giocavano a bocce sotto le lanterne. Sembrava quasi una scena da film: una gemma nel deserto, illuminata dall’interno. Marrakech può essere travolgente; questo posto ti rigenera i sensi.

La serata si è conclusa come solo le serate migliori qui sanno fare: lentamente, con un altro drink, un altro brano, un’altra conversazione che avrebbe potuto protrarsi fino al giorno dopo. La musica continuava a risuonare a lungo dopo che me ne ero andato, l’aria fuori era ancora calda e la luna splendeva sopra le palme. Il Pétanque Social Club non è solo un locale come tanti altri; è un promemoria del fatto che il tempo libero, se vissuto nel modo giusto, può essere arte.

Domande frequenti

Cos’è il Pétanque Social Club di Marrakech?
Il Pétanque Social Club è un locale incentrato sulla musica situato alle porte di Marrakech, che unisce gli elementi di un bar dedicato all’ascolto musicale a uno spazio sociale all’aperto incentrato sulla musica, sul ritmo e sull’atmosfera.

Il Pétanque Social Club è un tradizionale bar dedicato all’ascolto?
Non del tutto. Pur condividendo la filosofia dell’ascolto consapevole, l’ambiente all’aperto e l’atmosfera socievole lo rendono più informale rispetto ai bar tranquilli dove si ascolta seduti che si trovano in città come Tokyo.

Dove si trova il Pétanque Social Club?
Si trova appena fuori dal centro di Marrakech, in un ambiente più aperto e simile al deserto, che caratterizza sia l'atmosfera sonora che l'esperienza complessiva del locale.

Che tipo di musica viene suonata al Pétanque Social Club?
Le selezioni musicali spaziano tra sonorità internazionali, ricche di sentimento e incentrate sul ritmo, scelte per adattarsi allo spazio piuttosto che dominarlo — consentendo all’ambiente stesso di diventare parte integrante dell’esperienza di ascolto.

Perché il Pétanque Social Club è importante per la cultura dell’ascolto?
Amplia la concezione di cosa possa essere uno spazio dedicato all’ascolto, dimostrando che i luoghi in cui il suono è protagonista non hanno bisogno di pareti né di silenzio — bastano l’intenzione, la cura e un ambiente che permetta alla musica di respirare.

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