Stylus Soundlounge — Charlotte, Carolina del Nord
Bella atmosfera
Di Rafi Mercer
Nuovo annuncio
Nome della sede: Stylus Soundlounge
Indirizzo: 4110 Raleigh Street, Suite 120-A, Charlotte, NC
Sito web: soulgastrolounge.com/stylus-soundlounge
Instagram: @stylussoundlounge
Raleigh Street era un’area industriale fino a pochissimo tempo fa: magazzini, un cavalcavia, una fermata della metropolitana leggera quasi deserta, il tipico isolato della zona nord-est di Charlotte che la gente superava in auto mentre si dirigeva verso qualche posto con un nome. La Blue Line ha cambiato le carte in tavola. Sono arrivati i promotori immobiliari, che hanno smantellato con cura gli edifici invece di abbatterli, e un’area di dodici acri sotto e intorno a Sugar Creek Road ha iniziato a trasformarsi in un posto vero e proprio. Non ha ancora un nome definitivo. Non è proprio NoDa e non è proprio Sugar Creek.

Lo Stylus Soundlounge si trova proprio lì in mezzo, proprio accanto al Soul Gastrolounge, dietro una porta che non lascia intravedere quasi nulla.
All’interno è buio, in modo voluto: il locale si definisce “disco noir”, e la definizione calza a pennello. Piccolo. Basso. Progettato intorno all’impianto piuttosto che al pubblico. Ed è proprio l’impianto il vero protagonista qui, perché si tratta di una collezione privata resa pubblica. Andy Kastanas ha impiegato decenni a metterla insieme e Stylus è il luogo in cui finalmente ha trovato casa: Klipsch Heresys e Advent 5002, amplificatori Phase Linear e Marantz, monoblocchi Wilburn Labs 300B, una serie di Technics SL-1200 e un SL-1100A, oltre a una serie di mixer rotativi — UREI 1620, 1601, GLI 5990 — che rivelano esattamente a quale tradizione questa sala si ricolleghi. Ci sono registratori a bobina. Ci sono registratori a cassette. Nessuno installa un Teac A-3340S per fare colpo su un consulente.
Questa è la differenza tra un bar dell’ascolto concepito come idea e uno concepito come confessione.
Kastanas fa parte della scena notturna di Charlotte sin dagli anni ’80: ha iniziato come DJ all’Oleens e in seguito è stato coinvolto nel Mythos, il locale del centro che è diventato uno dei punti di riferimento LGBTQ+ più importanti della città. Insieme a Lesa Kastanas ha aperto il Soul Gastrolounge a Plaza Midwood nel 2009, per poi perderlo nel 2022 a causa dell’aumento dell’affitto – il modo in cui questa storia finisce solitamente in una città in crescita. Sono seguiti tre anni di attività con un food truck. Il Soul ha riaperto al The Pass nell’agosto del 2025, e insieme ad esso è arrivato lo Stylus: un locale più grande, una struttura migliore e, finalmente, una parete per la collezione. Bob Peters, che da vent’anni dà forma ai cocktail di Charlotte e che ha lavorato con i Kastanas ben prima che tutto questo accadesse, si occupa dei drink.
È proprio nella programmazione che traspare l’intento. Da mercoledì a sabato, gli “Host Selectors” prendono il controllo della sala — musicisti, collezionisti, persone con una vera e propria ossessione e una cassa di dischi a dimostrarlo — puntando su un approccio approfondito e di nicchia piuttosto che generico e convenzionale. La serie “Legends of Sound” ha portato Jimmy Jam a suonare i suoi brani preferiti con il pubblico così vicino da poter porre domande, e Jarobi White degli A Tribe Called Quest a spaziare tra hip-hop, soul, jazz e funk, con un dibattito a seguire. Anche Osunlade ha conquistato la sala. Sta prendendo piede un “Album Listening Social” del martedì, in cui i collezionisti si siedono con un disco fondamentale e spiegano perché è importante: è la cosa più simile a ciò che facciamo al Listening Club che io abbia mai visto in un programma di un bar americano come appuntamento settimanale.
Charlotte ora ha due locali che prendono sul serio questa filosofia. Il Groovers, nel quartiere di South End, è arrivato dall’entroterra di Charleston e ha sostenuto l’importanza del groove. Lo Stylus propone invece un’idea diversa: quella secondo cui la storia musicale di una città è custodita da persone specifiche e che, a un certo punto, queste persone dovrebbero aprire le porte e permettere a tutti di ascoltare ciò che hanno conservato.
La stanza riprende una frase di Bohannon e la riproduce sulla parete. Il messaggio è nella musica. In una stanza come questa non si tratta di uno slogan, bensì di una descrizione del sistema di archiviazione.
Fuori, gli ultimi treni continuano a passare sotto il cavalcavia. Dentro, un DJ gira il disco e tutto il locale aspetta che la puntina tocchi il disco.
Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista. Per altre storie di Tracks & Tales, iscriviti oppure clicca qui per saperne di più.
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