Dal donburi ai brani meno conosciuti: SHŌRI Vinyl Bar, Soho

Dal donburi ai brani meno conosciuti: SHŌRI Vinyl Bar, Soho

Di Rafi Mercer

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Lo SHŌRI Vinyl Bar è una delle esperienze musicali più innovative di Soho: scopri di più nella nostra guida ai locali musicali di Londra.

Nome del locale: SHŌRI Vinyl Bar
Indirizzo: 15 Kingly Street, Soho, Londra W1B 5PS, Regno Unito
Sito web: shori.co.uk
Telefono: N/A
Profilo Spotify: N/A

Kingly Street è sempre stata animata dalla musica. Un tempo sede del Bag O’Nails, dove suonava Hendrix, e in seguito centro della moda, il suo ritmo non è mai venuto meno. Al numero 15, una piccola porta segna ora l’inizio di un nuovo capitolo nella cultura musicale londinese: lo SHŌRI Vinyl Bar. Di giorno serve donburi, ciotole di riso con strati di sapori preparati con cura. Di notte abbassa le luci, tira fuori i giradischi e diventa uno dei nuovi locali musicali più affascinanti di Soho.

È proprio questa doppia identità a renderlo così affascinante. A pranzo, SHŌRI sembra una tipica tavola calda giapponese contemporanea: linee pulite, ospitalità calorosa e piatti dall’equilibrio perfetto. Ma con l’arrivo della sera, l’atmosfera si fa più elettrizzante. Viene tirata fuori una collezione di dischi, l’impianto si accende e l’ambiente cambia completamente tono. A SHŌRI non si va solo per mangiare: ci si prepara ad ascoltare.

L’ispirazione proviene dai kissa bar di Tokyo: quei santuari intrisi di jazz degli anni ’50, dove piccoli locali ospitavano un suono imponente. SHŌRI trasferisce quella tradizione nel centro di Londra senza ridurla a una caricatura. Non è un locale a tema: è un’esperienza vissuta. Le rifiniture in legno sono semplici ma suggestive. La luce è soffusa, con tonalità ambrate che si riflettono delicatamente sulle bottiglie dietro al bancone. E il suono? È lì che la magia si rivela.

L'impianto hi-fi è stato installato con quella cura che si percepisce ancora prima di notare gli altoparlanti. Il vinile risuona senza sforzo, lasciando che i dettagli si diffondano naturalmente nella stanza. Il contrabbasso suona teso, ben radicato. Gli ottoni esprimono tutta la loro dolcezza senza mai diventare striduli. Non è il volume di una discoteca; è intimità, presenza. Quel tipo di suono che ti fa dimenticare la conversazione e ti spinge ad avvicinarti.

La programmazione è eclettica ma precisa. Aspettatevi di ascoltare brani jazz profondi il martedì sera, per poi passare al funk e al city pop giapponese nei fine settimana, con qualche occasionale tocco house che si insinua qua e là. Qui i selezionatori sono dei veri e propri curatori: trattano i dischi come oggetti d’arte, mettendoli su non per impressionare, ma per creare un legame. A Soho, un luogo in cui la musica diventa spesso solo sottofondo al commercio, SHŌRI insiste sul rispetto per il disco.

Ciò che mi colpisce di più è l’intenzione. A Mayfair, i bar musicali si avvolgono in un’aura di esclusività. A Dalston, invece, trasudano l’energia della comunità. Ma qui a Soho, SHŌRI fa qualcosa di diverso: fonde la musica con l’esperienza culinaria, sfumando i confini tra il nutrimento per il corpo e quello per l’anima sonora. Potresti venire qui per una ciotola di donburi e andartene dopo aver scoperto una rara edizione di Pharoah Sanders — o viceversa.

Anche il pubblico è eterogeneo. Si vedono impiegati che si attardano dopo cena, con le spalle che si rilassano man mano che parte la musica di Miles Davis. Si notano appassionati di vinili che sorseggiano highball, muovendo la testa a ritmo di musica. E c’è sempre una manciata di nuovi arrivati curiosi, attratti dall’atmosfera suggestiva del locale e che se ne vanno con un nuovo rispetto per i vinili.

Il nome SHŌRI significa “vittoria” in giapponese, e c’è un senso di trionfo in ciò che il bar è riuscito a realizzare: una vittoria per la cultura dell’ascolto proprio nel cuore di W1. Un tempo Kingly Street risuonava delle note delle band dal vivo; oggi, quell’eco continua nei solchi dei dischi, nelle puntine che tracciano il bordo della cera nera, in un pubblico ancora disposto a fermarsi ad ascoltare.

Mentre ti rituffi nel trambusto di Carnaby, quel suono continua a risuonarti nelle orecchie. Soho, sempre sfacciato, sempre irrequieto, ma con un tranquillo rifugio nascosto nelle sue viscere, dove la musica non viene semplicemente consumata, ma assaporata.

Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista. Per altre storie di Tracks & Tales, iscriviti oppure clicca qui per saperne di più.


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