Dal groove al bagliore: il paradiso dei vinili di Jazu a Deptford

Dal groove al bagliore: il paradiso dei vinili di Jazu a Deptford

Di Rafi Mercer

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Jazu è uno dei locali musicali più apprezzati di Londra: scopri di più nella nostra guida ai locali musicali di Londra.

Nome della sede: Jazu
Indirizzo: 3 Creekside, Deptford, Londra SE8 4SA, Regno Unito
Sito web: jazu.london
Telefono: +44 20 8692 2211
Profilo Spotify: N/A


Deptford ha sempre avuto un che di ribelle: mercati che si riversano sulla strada, archi ferroviari brulicanti di officine e sale prove, un ritmo che accoglie subito e giudica con calma. Nel cuore di tutto questo, a Creekside, c’è Jazu: un posto che in qualche modo sembra perfettamente a suo agio e allo stesso tempo discretamente appartato.

La prima cosa che si nota entrando è il calore. Non solo quello fisico (anche se è una sensazione gradita in una piovosa serata londinese), ma il modo in cui la stanza sembra avvolgerti con il suono. Le pareti sono ricoperte di scaffali che ospitano quella che sembra — ed è — una piccola collezione di vinili pari a quella di un negozio di dischi. Tremila dischi, più o meno, ognuno consumato come solo gli album amati sanno essere.

L’impianto audio è regolato per farti rilassare, non per farti sporgere in avanti. C’è chiarezza, sì, ma anche una rotondità, una profondità che ti fa sentire la grancassa nel petto senza dover mai alzare la voce. Quando subentrano i DJ — spesso selezionatori locali, a volte amici in tour — il passaggio è impercettibile. Il volume sale leggermente, la palla da discoteca riflette la luce su ogni tavolo e, all’improvviso, la sala si anima senza perdere la sua compostezza.

Il design di Jazu coniuga due ispirazioni: le linee pulite ed essenziali dell’arredamento scandinavo e il piacere tattile dei dettagli vintage. Tavoli in legno con quel tanto di usura che basta a raccontare una storia, panche basse che invitano a soffermarsi a lungo, lampade dai toni caldi che fanno risplendere ancora un po’ di più ogni copertina di disco.

È uno spazio che si articola su più livelli. Nelle prime ore della sera, potresti trovare qualche habitué al bar, che chiacchiera tranquillamente tra un brano e l’altro mentre il barista prepara un martini. Quando il DJ mette su un disco di Fela Kuti ormai logoro, sono entrati altri avventori: una coppia che ondeggia vicino alla cabina, amici riuniti sotto la palla da discoteca, qualcuno in un angolo che scarabocchia su un taccuino, con il drink intatto da venti minuti.

Deptford ha subito molti cambiamenti nell’ultimo decennio, e Jazu sembra far parte di una nuova corrente che continua a rispettare il passato ricco di sfaccettature della zona. C’è una certa generosità nel modo in cui tratta la musica: nessun senso di esclusività, nessuna pretesa di essere l’unico punto di riferimento, solo l’invito a sedersi e ad ascoltare davvero.

Esci con le orecchie che ti fischiano, non per il volume, ma per la ricchezza dei dettagli: il modo in cui una linea di basso può cambiarti l’umore, il modo in cui l’illuminazione di una stanza può ammorbidire un ritmo, il modo in cui 3.000 dischi possono sembrare una biblioteca infinita quando vengono trattati con cura.

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