I bar dove ascoltare musica a Ho Chi Minh City — Ritmi di caffè, angoli dedicati ai vinili, notti al neon — Guida di Tracks & Tales

Dove gli scooter ronzano, il caffè cola lentamente e la musica si diffonde nell’aria afosa.

Di Rafi Mercer

A Ho Chi Minh City, il suono raramente si fa sentire con delicatezza. Si manifesta a ondate.

La prima cosa che si sente è il traffico: un flusso continuo di moto che attraversano gli incroci con la sicurezza data dall’istinto. I clacson risuonano nell’aria, i motori ronzano, le chiacchiere dei bar si riversano sulla strada. Ai nuovi arrivati sembra caotico, ma basta trascorrervi un pomeriggio perché quel ritmo inizi ad avere senso. La città si muove come una percussione.

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Saigon — il nome che la gente del posto usa ancora con affetto — è un luogo in cui l’ascolto non inizia nei locali, ma nei caffè.

Nei vari quartieri di Ho Chi Minh City, i piccoli caffè all’aperto costituiscono l’architettura sociale della giornata. All’ombra degli alberi e delle tende di tela, sgabelli di metallo sono disposti attorno a tavolini minuscoli, mentre un filtro phin gocciola pazientemente in un bicchiere sottostante. Il rituale rallenta ogni cosa. Il caffè arriva lentamente, la conversazione si protrae con disinvoltura e le strade circostanti diventano parte integrante di questo spettacolo.

E mentre aspetti, la musica entra silenziosamente nella stanza.

Negli angoli di molti caffè si sente il leggero ronzio degli altoparlanti. Classici del jazz, ballate vietnamite, morbide trame elettroniche — a volte il calore di un disco soul che si diffonde da una porta aperta. Niente di troppo forte, niente di invadente. La musica diventa parte integrante dell’aria stessa, accompagnando il ritmo della città anziché competere con esso.

Eppure, dietro questa apparente disinvoltura si nasconde una profonda passione per il suono.

Il Vietnam ha visto nascere, quasi in sordina, una vivace comunità di appassionati di audio, di cui Ho Chi Minh City è il fulcro. I negozi di hi-fi, nascosti tra bancarelle di noodle e sartorie, espongono amplificatori a valvole dai colori brillanti e diffusori scelti con cura. I collezionisti di vinili si scambiano dischi e consigli con la serietà degli archivisti. Le conversazioni sul timbro, sul calore e sulla riproduzione analogica si protraggono fino a tarda sera.

È il tipo di ambiente in cui, col tempo, nascono spazi dedicati all’ascolto.

In tutta la città stanno iniziando a spuntare una manciata di caffè dedicati ai vinili e bar incentrati sulla musica. Alcuni si ispirano all’intimità della cultura giapponese dei “kissaten”, dove un giradischi troneggia al centro della sala. Altri fondono la cultura del caffè con la sensibilità dei DJ, lasciando che i dischi e le playlist curate guidino l’atmosfera, dal caffè pomeridiano agli aperitivi a tarda notte.

Ciò che rende interessante la cultura dell’ascolto di Saigon è il modo in cui si inserisce con naturalezza nella vita quotidiana.

In molte parti del mondo, i bar dedicati all’ascolto della musica assumono un carattere quasi cerimoniale: sono templi silenziosi costruiti attorno al suono. A Ho Chi Minh City, invece, l’atmosfera è più rilassata e si intreccia con i rituali già presenti nella città. Un giradischi accanto al bancone del bar. Un disco scelto con cura che accompagna una serata calda. Musica condivisa con naturalezza tra amici, piuttosto che eseguita come uno spettacolo.

Passeggiando al tramonto lungo i viali coloniali vicino al fiume Saigon, i bar sui tetti iniziano a illuminarsi sopra lo skyline. Brani deep house e downtempo si diffondono nell’aria tiepida mentre il fiume riflette l’ultima luce del giorno. Addentrandosi nei quartieri residenziali, si scoprono caffè più tranquilli: piccoli locali con scaffali pieni di dischi e altoparlanti vintage che riempiono delicatamente lo spazio.

La città ascolta a più livelli.

Il soul, il funk e la house occidentali si fondono con naturalezza con il pop vietnamita e le influenze regionali. I DJ sperimentano sonorità provenienti da tutto il mondo, mentre i musicisti locali traggono ispirazione dalle tradizioni melodiche del Paese. Grazie a questa fusione, Ho Chi Minh City sta lentamente dando forma a una cultura musicale che si distingue per la sua identità unica.

Per chi viaggia alla ricerca dei suoni, Saigon ricompensa la curiosità.

Si arriva aspettandosi il rumore — e ce n’è in abbondanza — ma da qualche parte, sotto il frastuono del traffico, emerge un altro ritmo. Il crepitio del vinile. Il mormorio delle conversazioni. Il ronzio degli altoparlanti dei bar che si diffonde per le strade umide della sera.

Ho Chi Minh City non si zittisce per ascoltare.

Lascia semplicemente che la musica lo attraversi.

Luoghi da conoscere

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In una città dove il traffico scorre al ritmo di una batteria, Saigon ascolta tra un clacson e l’altro.

Rafi Mercer scrive degli spazi in cui la musica è protagonista.
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Il registro di ascolto

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